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PLASTIC TAX: ISTITUTO ITALIANO DEI PLASTICI A SUPPORTO DELLE AZIENDE

Lo scorso 18 febbraio l’Agenzia delle Accise, Dogane e dei Monopoli (ADM) ha presentato, in un open hearing, lo Schema di Decreto Direttoriale e di modello di dichiarazione per l’applicazione della “Plastic Tax”.

IIP è oggi l’unico Organismo di Certificazione riconosciuto da IPPR (Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo) a essere accreditato da ACCREDIA per il rilascio della certificazione Plastica Seconda Vita (PSV) e da tempo uno degli Organismi di Ispezione incaricati da COREPLA (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) per l’attività ispettiva presso i Centri di Selezione (CSS) che svolgono per conto del Consorzio l’attività di selezione per polimero/colore della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta differenziata urbana. L’Istituto dispone inoltre di propri laboratori di prova, tecnologicamente avanzati e accreditati, presso i quali esegue analisi di caratterizzazione di materie plastiche provenienti dal riciclo di rifiuti, necessarie alla qualificazione di materie plastiche prime secondarie in conformità alle norme UNI 10667.

Considerato quindi il know-how specifico nel settore e la conoscenza dei processi, delle tecnologie e dei prodotti delle imprese “fabbricanti di MACSI” e la posizione di osservatorio storico sulla filiera delle materie plastiche, IIP ha ritenuto opportuno avanzare alla ADM, con approccio squisitamente collaborativo, il suggerimento di approfondire ulteriormente le indicazioni/prescrizioni in merito ai seguenti aspetti:

a) modello di Relazione Tecnica standardizzato e comprensivo di tutte le informazioni e i dati necessari, ciò anche al fine di facilitarne il riesame da parte dell’Agenzia e la conseguente gestione in forma elettronica ai fini della costituzione di un Database delle informazioni;

b) criteri in base ai quali definire una materia plastica “riciclata”, differenza tra End of Waste e sottoprodotto secondo la disciplina di cui al D.Lgs n. 152/2006 recante norme in materia ambientale;

c) criteri in base ai quali individuare gli esercenti impianti in cui sono effettuati processi di riciclo e documentazione da conservare;

d) criteri per la rintracciabilità delle materie plastiche riciclate e documentazione a supporto da conservare al fine di assicurare la coerenza con quanto riportato nella dichiarazione trimestrale;

e) documentazione attestante l’origine e la tracciabilità delle materie plastiche seconde provenienti da processi di riciclo effettuati all’estero e più in generale criteri di qualifica dei riciclatori esteri;

f) criteri per determinare e documentare la quantità di plastica riciclata presente nelle materie plastiche prime seconde;

g) struttura del bilancio di massa idonea ad assicurare la rintracciabilità della quantità di plastica vergine e riciclata utilizzata per la fabbricazione dei MACSI, tenendo conto anche degli scarti di produzione;

h) modello per la contabilità giornaliera di produzione (contabilità industriale);

i) prassi per lo stoccaggio delle materie prime plastiche vergini e le materie plastiche prime seconde, al fine di assicurarne l’identificazione e la rintracciabilità.

IIP proseguirà a investire energie e risorse economiche per sviluppare soluzioni tecniche utili a rendere più equa e sostenibile l’eventuale applicazione di tale normativa che allo stato dell’arte rischia di soffocare un’intero settore industriale, prezioso e oramai insostituibile in tante applicazioni come la corrente emergenza sanitaria ci ha ricordato. Grazie alla partnership con Cesap, sarà a breve disponibile per i fabbricanti di MACSI uno specifico servizio utile a supportarli nell’implementazione delle prassi operative necessarie all’ottemperamento delle prescrizioni della normativa.

 

plastica a valore istituto italiano dei plastici